Storie da raccontare e gustare: la birra

Platone diceva: “Deve essere stato un uomo saggio ad inventare la birra”, in realtà chi l’ha inventa è stata una donna, probabilmente per caso mentre mescolava i vari cereali in cucina. La “femminilità” dell’origine della birra deriva anche dal mito armeno, che attribuisce la sua creazione alla dea della terra Armalu.

La birra è la bevanda per eccellenza e Buatta lo sa bene: fermentata, moderatamente alcolica e a base di cereali. E’ una  bevanda di antichissime origini, nasce cinquemila anni fa ad opera dei Sumeri con il nome “se-bar-bi-sag“, prodotta attraverso il processo di maltizzazione dell’orzo, cereale abbondantemente prodotto nelle valli tra i fiumi Tigri ed Eufrate.

La progenitrice della birra odierna era particolarmente diffusa anche in Egitto; qui veniva prodotta una birra di cereali chiamata “henqet”, differente dalla sumerica perché non maltizzata. Ma il periodo storico dove questa nobile bevanda fermentata ebbe maggiore successo fu durante il Medioevo, in paesi come Spagna, Francia, Bretagna e Germania, nei quali si affinò la tecnica di produzione.

Nell’ultimo periodo la birra artigianale è stata rivalutata da numerosi imprenditori, riuscendo ad imporsi come prodotto sinonimo di qualità e aggiudicandosi un posto d’onore nel campo della ristorazione.

Ma cerchiamo di capire meglio come si produce un’ottima birra artigianale.

Tutto inizia dall’orzo, uno dei cereali più diffuso al mondo. La scelta ricade sulla migliore qualità del chicco per conferire al prodotto finale un sapore unico e di pregio. I chicchi dell’orzo vengono messi in acqua a germinare per alcuni giorni, trasformandosi in malto. Questo viene essiccato in forno ed in base al livello di tostatura, questo influenzerà il colore della birra e il suo sapore.

Il malto d’orzo diventa mosto, attraverso un processo di macinazione e miscelazione con acqua; il risultato sarà un composto omogeneo che viene portato ad ebollizione e filtrato per liberarlo dalle scorie. In questa importante fase viene aggiunto il luppolo, uno degli ingredienti principe della birra, capace di conferire alla bevanda il suo gusto inconfondibile. Ed eccoci arrivati all’ultima fase, quella in cui il mosto diventa birra; indispensabile è l’aggiunta del lievito, capace di trasformare gli zuccheri in alcol e anidride carbonica. L’unico esempio di birra che fermenta spontaneamente è quella belga, perché sfrutta un lievito presente nell’aria di quella zona.  Adesso la birra è pronta per essere travasata in appositi serbatoi, dove rimarrà a maturare per quattro-sei settimane; è in questa fase che la birra si stabilizza e tutti i suoi ingredienti si affinano.

Buatta ha deciso di applicare una filosofia precisa dalle pietanze alle bevande: utilizzare solo ingredienti di prima scelta. Così la scelta delle birra è ricaduta sull’inserimento di birre esclusivamente artigianali, non pastorizzate e prodotte senza conservanti.

Birra vere e di qualità con una storia da raccontare e gustare.


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